«Quando il “pan-umanitarismo” contribuisce a perpetuare la povertà»

di Anna Moccia

«Da alcuni anni il Niger è all’ultimo posto nell’indice dello sviluppo umano stilato dalle Nazioni Unite. Oltre al problema del terrorismo c’è una difficoltà strutturale, legata al cambiamento climatico che coinvolge, ormai da anni, il Sahel. La siccità, l’incremento demografico, la gestione politica fallimentare, soprattutto di tipo estrattivo, la scarsa attenzione all’agricoltura e all’uso delle terre per il bestiame, sono fattori che creano uno stato di vulnerabiltà permanente nella popolazione rurale». È un quadro molto delicato quello messo in luce da padre Mauro Armanino, missionario della Società delle Missioni Africane (SMA) originario di Casarza Ligure, che dal 2011 si trova a Niamey, capitale del Niger.

Per il missionario le difficoltà sono amplificate da quello che lui definisce il “pan-umanitarismo”: «È come aver sviluppato una quasi dipendenza dal mondo umanitario per ogni tipo di progetto e quindi sulle priorità reali del paese. Questo contribuisce a perpetuare la povertà, che, pena dirlo… arricchisce molti ( a parte i poveri, naturalmente!). I poveri al contrario sono funzionali al sistema perché gli permettono di continuare a funzionare senza che nulla cambi nei meccanismi di cancellazione delle cause della loro presenza. C’è soprattutto bisogno di politici che siamo ‘legati’ al popolo e non ai propri interessi di clan o di partito. Se l’azione umanitaria non trova il corrispettivo in scelte politiche rispettose dei diritti umani non fa che che assicurare il servizio di ambulatorio perenne del sistema».

In questo contesto diventa sempre più prezioso il lavoro di missionari come padre Mauro, inserito nella vita della gente, con una visione inclusiva e rispettosa delle diversità culturali e religiose. «La Chiesa che è nel Niger – afferma il missionario della Sma – ha fin dall’inizio operato la scelta pastorale ‘della stuoia’, cioè di una Chiesa semplice, prossima della gente e senza veilleità di ‘proselitismo’. Anche per queste scelte è stata apprezzata e considerata molto al di là del numero dei cristiani, stimati a forse 50 mila in tutto il Paese che conta 20 milioni di abitanti».

Crediti foto: NigerTZai/Wikimedia Commons

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